CRISTIANA DI GREGORIO
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Focus

Ascoltare attivamente parte 2

13/02/2018

Benché l’empatia ci riporti alla mente la simpatia, il significato e’ completamente diverso: mentre la simpatia e’ un modo che trasmette “l’esser d’accordo”, l’ascolto empatico non e’ dichiararsi d’accordo con qualcuno ma andare consapevolmente oltre, anche oltre se stessi evitando di presumere ciò che l’interlocutore sente o pensa, essendo nella certezza di voler e poter entrare nella sua propria prospettiva. Dimostrare interesse e partecipazione infonde coraggio all'interlocutore  per continuare ad esporre liberamente ciò che sente di voler dire. E’ così che l’ascolto attivo e’ uno degli aspetti della comunicazione tanto importante quanto difficile e, nel contempo, assai gratificante. Ascoltare con un modo di porsi verso l’altro comprensivo e rilassato può aiutare a risolvere un problema, infatti essere ascoltati e’ essere accettati, ed essere accettati e’ umano e fondamentale. Quello di saper ascoltare attivamente e’ uno strumento essenziale, importante per aiutare a ridurre ansia, stress e tensione favorendo il contatto; anche sul posto di lavoro, ad esempio, ascoltare in modo attivo può far capire che, seppur diversi per ruoli, mansioni, competenze, ognuno e’ importante qualsiasi cosa egli voglia dire. L’ascolto attivo non da solo a chi si sente ascoltato la sensazione di essere compreso e capito, ma anche chi ascolta ha così l’opportunità’ di porre domande sensate, rilevanti ed appropriate creando una relazione autentica tra gli interlocutori. L’ascolto attivo da sicurezza, non e’ sempre necessario dover dare consigli, chi richiede un ascolto sincero, vero, attivo, spesso ha solo la necessità di essere ascoltato. Come nella vita, anche nel lavoro l’ascolto attivo ci pone nella condizione di avere “un quadro chiaro” della situazione da affrontare, potendo influenzare o dominare la stessa comprendendo così che l’ascolto attivo e’ una forza, un potere che abbiamo e che ci dona sicurezza. Con l’ascolto empatico ci si astiene da qualsiasi giudizio perché si e’ in grado di mettersi nei panni di chi parla, entrando così nella condizione di “vedere” la situazione come la vede lui attenti e pronti a comprendere davvero. Rispondere onestamente e senza alcuna distrazione permette di ascoltare e prestare attenzione anche al linguaggio del corpo, ai toni che unitamente ai gesti dicono molto più di semplici parole. L’ascolto attivo non si compie allora soltanto utilizzando uno dei 5 sensi, l’udito, ma anche con gli occhi, con il cuore, osservando i movimenti del corpo, il tono della voce che trasmette le emozioni dell’interlocutore. Secondo uno studio dello psicologo statunitense Albert MEHRABIAN, infatti, usiamo il linguaggio verbale al 7%, il paraverbale al 38% ed il linguaggio non verbale al 55%.



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